Catechesi del vescovo coi giovani

ASCOLTATE LA VOCE – Alla scuola del profeta Geremia

Venerdì 13 marzo, 20 marzo, 27 marzo 2020 – Incontra i giovani sul web

Il vescovo Massimo desidera giocarsi in prima persona nella formazione e nell’incontrare personalmente i giovani:
in queste tre sere quaresimali, ormai tradizione della nostra diocesi, siamo invitati a camminare insieme verso la Pasqua.

Alla scuola di Geremia: il vescovo Massimo incontra i giovani sul web

In tempi confusi si cercano parole-seme capaci di portare frutto e profondità, parole-fondamento capaci di costruire, parole-stella capaci di orientare. Per questo il vescovo Massimo quest’anno ha scelto di mettersi alla scuola del profeta Geremia, nelle tre consuete serate di incontro coi giovani 19-30 anni in Cattedrale, il 13, 20 e 27 marzo.
Data la situazione particolare che stiamo vivendo, abbiamo pensato di non lasciare perdere questa occasione, lasciando giovani e ragazzi in un vuoto ancora più assordante; ma rimoduleremo la proposta mantenendo date e orario, e trasmettendo in tv e via web le tre catechesi del Vescovo in un format adeguato allo strumento. Saranno col vescovo alcuni giovani e altri daranno loro contributo in video e useremo anche contributi presi da film, letture e immagini pittoriche o fotografiche.

Una modalità variegata e dinamica, il tutto per una durata di 30 minuti.
Così nei tre prossimi venerdi di marzo, alle ore 21.00 ci sarà il collegamento in TV su Teletricolore (Canale 10) e via web sul canale YouTube de “La Libertà tv” e sulla pagina Facebook di “Pastorale Giovanile Reggio Emilia”.
Meditare su un profeta è una scelta azzeccata per questo nostro tempo. I profeti in Israele hanno accompagnato con la loro vigilanza e le loro parole-sentinella il travagliato percorso monarchico e i tempi più drammatici, in cui il popolo e i suoi capi sono stati sedotti da tanti idoli, confusi e impastati dalle mode passeggere e dalle usanze di popoli circostanti, corrotti da ricchezza e potere crescenti.

Quando un cuore è anestetizzato e indurito, e dunque incapace di ascoltare la Parola di Dio e di aprirsi al bene e alla giustizia, serve un messaggero che orienti il popolo e faccia riascoltare questa Parola, la Parola di Dio capace di dare un senso a quanto accade. Ecco allora il sorgere dei profeti.
Il tempo della profezia è un tempo drammatico: il profeta si rende necessario quando c’è un popolo che non ascolta. E il tempo di Geremia è il tempo più drammatico per la storia di Israele.
Forse anche per questo il vescovo Massimo si è sentito di proporlo ai giovani: è un uomo appassionato del Signore, un uomo innamorato e dalle tinte forti, si è sentito conosciuto intimamente da Lui. Ma in questa intimità non nasconde a Dio tutto il suo dolore e la sua contrarietà nel dover compiere la missione che gli ha dato: in Geremia troviamo il tormento di essere fedeli al Signore in tempi difficili, sentire addosso tutta la differenza lacerante tra la via del bene e della verità di Dio e la via del mondo circostante.
Essere testimone, per Geremia, significherà mettere distanza persino tra lui e i suoi amici e familiari, pagando di persona, anche fisicamente, questa fedeltà alla Parola-spada di Dio: questa situazione porterà il profeta a rivolgersi a Dio in modo franco e libero, arrivando al limite della bestemmia, quasi, insegnandoci cosa significhi avere autentica intimità nel rapporto con un Signore che è vivo e verace, e chiede la stessa veracità e autenticità.

Infine Geremia è il profeta giovane: è questa la sua obiezione iniziale, quando intuisce per la prima volta la chiamata interiore della voce di Dio. Si pensa abbia avuto tra i 20 e i 25 anni.
Coetaneo proprio di quei giovani a cui saranno proposte le serate. L’età e l’inesperienza non sono un limite per il Signore. Si può essere profeti e portatori di parole-senso a qualsiasi età, a patto che si sia disposti a cercarle, ma soprattutto a farsi trovare da esse.
Don Carlo Pagliari e don Alessandro Ravazzini hanno già contattato i gruppi giovani che dovevano animare le tre sere (Pozzo di Giacobbe, Comunità Giovani, Clan del Gruppo scout AGESCI Boretto-Poviglio 1): ora vedremo come ripensare la loro eventuale partecipazione alle
catechesi on line.
Il titolo che il vescovo ha scelto per queste serate è “Ascoltate la voce”: titolo suggestivo che è un invito al raccoglimento, al silenzio attento e proteso verso l’alto e verso l’altro.
Invito perfetto per questa Quaresima così particolare. E’ soprattutto il nostro desiderio verso i giovani, che il loro cuore sia proteso verso una Parola-seme capace di generare in loro la vita nuova di Cristo.
Non solo per questo tempo particolare di epidemia, ma verso un per sempre. Perché il futuro di Dio abbia inizio prima di tutto dentro di loro.

 

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