Oratorio

L’Oratorio, non è solo una struttura, o un generico luogo, o un banale cortile; ma nemmeno una riduttiva animazione, o qualche gioco; non è solo un programma di attività, come doposcuola o corsi di teatro o di musica, o una società sportiva; nemmeno solo i gruppi di ragazzi che si trovano settimanalmente coi loro educatori per il famoso “incontro” di catechesi. O meglio, è tutto questo, ma è anche molto di più.

L’Oratorio è innanzitutto una modalità di guardare al destino dei ragazzi, uno stile educativo che guarda la persona in modo integrale.

E’ il desiderio di una comunità adulta che si fa educante e decide di attivare tutto ciò che serve (spazi, modalità, tempi) per accompagnare passo passo la vita delle giovani generazioni, facendosi casa per loro.

L’Oratorio (inteso dunque come stile educativo) è il meglio del cuore di una Chiesa che, nella sua storia secolare di santità, si è data questa modalità di prendersi cura dei giovani.

E’ importante ripartire da questo cuore che non riesce a non cedere alla bellezza (faticosa ma struggente e carica di futuro) che emana il destino potenzialmente ricco di una giovane anima, sebbene all’apparenza a volte sembri non essere così affascinante. Ma è proprio questa la follia formidabile che nutre dal profondo lo stile oratoriale: credere che in ogni cuore ci sia un punto di accesso al bene, che Dio conosce. Fare Oratorio vuol dire amare con questo stesso sguardo folle di Dio, che ama nonostante tutto e ostinatamente. E lasciarsi sprogrammare da esso. E’ la capacità vocazionale di saper vedere quell’invisibile, che come un mistero affiora dalla vita di ogni ragazzo. E’ voglia di “stare-con-loro”, di rendere le comunità una casa accogliente, dove vivere la vita buona che viene dal Vangelo.

Formazione per educatori stabili

La nostra Chiesa, fornisce una formazione per gli educatori professionali.

Scuole Animatori Territoriali

I Grest sono ancora capaci di raccogliere centinaia di adolescenti disposti a vivere una forma di servizio in oratorio

Percorsi Formativi 0-30 anni

Tipica dell’esperienza oratoriale è una catechesi che si sviluppi lungo gli anni della crescita della persona dai 6 ai 30 anni, accompagnata da catechisti, educatori e sacerdoti.

— EVENTI —

Oratorio in piazza

Un evento di festa, gioco e soprattuto di Chiesa all’insegna della gioia e della carica tipica dei nostri Oratori
Mercoledì 17 giugno 2020
In centro a Reggio Emilia

Festa e mandato Animatori

Un pomeriggio per ringraziare e festeggiare gli animatori di tutti i grest della diocesi insieme al vescovo Massimo
Venerdì 5 Giugno 2020

— LO SPORT IN ORATORIO —

CSI Reggio Emilia

Un Oratorio senza sport è un po' più povero. Il CSI organizza tornei di discipline diverse e corsi di formazione.

— OPPORTUNITÀ ESTIVE —

Gemellaggio con Oratori di Locri

E’ possibile organizzare gemellaggi con Oratori della Locride per aiutarli a organizzare e vivere un Grest estivo con i loro bimbi e i loro animatori. Per aiutare i loro ragazzi e i nostri in una cultura ecclesiale e consolidare il bello stile oratoriale.

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News

concorso-foto

La Libertà promuove il 1° concorso fotografico “Oratori scattanti” insieme alla Pastorale Giovanile della Diocesi. Possono partecipare, con una foto sul tema “Farsi piccoli”, gli educatori e animatori dei centri estivi o dei campeggi parrocchiali, fino al 5 luglio. In palio, per il gruppo vincitore, venti biglietti omaggio per il magnifico Parco Cavour di Valeggio sul Mincio e cinque abbonamenti...

okok

“Siete tutti ladri, ragazzi miei!”, recita così il ritornello di una tenera, quanto simpatica canzone salesiana (“Il giullare dei campi”), che racconta la vita del grande don Bosco. Non è però un rimprovero, ma un commosso moto dell’animo di padre. Già, perchè l’oggetto del furto è il suo cuore: quei suoi ragazzi gli hanno rubato il cuore e d’ora in avanti, afferma, “ogni mio respiro sarà per voi”.

foto consulta 1

In occasione della primo incontro della Consulta diocesana di Pastorale giovanile, tenutosi presso l’oratorio don Bosco di Reggio, il Vescovo Massimo ci ha onorato della sua presenza e ha preso parte ai lavori condividendo alcune riflessioni in risposta agli stimoli dati da don Carlo Pagliari. Riportiamo di seguito l’intervento