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Il Signore rende nuove tutte le cose. Questa è una Sua peculiarità, in nessun altro così perfetta, e mi fa innamorare. Durante gli Esercizi Spirituali di Avvento, che si sono tenuti a Marola dal 7 al 9 dicembre, ancora una volta la preghiera mi ha permesso di scoprire il valore della novità del Vangelo. In quelle giornate di sole e luce limpida, ho avuto la sensazione che Dio abbia amato in modo particolare due delle grandi forze dell’Universo, creandole: il silenzio e il vento.

Nel week end dell’Immacolata, Marola ha accolto 91 giovani tra i 19 e i 30 anni della Diocesi, rappresentativi dei diversi territori e diverse comunità. Sono stati giorni di grazia dove ci siamo tutti messi in gioco nel tentativo di ascoltare la Parola silenziosa di Dio, che entra e spettina le anime come il vento, tenera e potente, forza creatrice e sussurro illuminante.

La sera di sabato 24 novembre, se avessi guardato Reggio dall’alto, avresti visto un luccicare di luci, tra le viuzze del centro e le sue arterie più grandi. E se avessi guardato meglio, avvicinandoti di più seguendo le luci della via Emilia, avresti seguito il brulicare della gente tra piazze e vicoli, pieni di bancarelle.

Prosegue e si allarga il progetto sperimentale per i preadolescenti attivato lo scorso anno da Ufficio catechistico e Servizio per la pastorale giovanile, sforzo di collaborazione tra uffici diocesani che ha aperto la strada – insieme ad altre esperienze e desideri – ad una condivisione più sistematica tra i vari soggetti diocesani che accompagnano le parrocchie.

Nazareth racchiude il mistero di un quotidiano in cui Dio illumina e si fa visibile nelle pieghe dell’ordinarietà. Per far diventare straordinario l’ordinario. È il saper stare al mondo autenticamente divino, e dunque autenticamente umano, declinato in ogni dettaglio della vita. È qui che vogliamo tornare ad abitare tutti! Nazareth è la vita della Chiesa, la vita del discepolo. È dove ci aspetta il Risorto nella sua vita possibile condivisa con noi (Mc 16,7).

I percorsi dell’anno 2018-2019 per i giovani della diocesi sono riassunti in un pieghevole intitolato “FINO ALLA FINE”. Il simbolo scelto è il salmone, che dal mare riprende il suo itinerario di risalita del fiume per dare la vita.

Sta diventando oramai una tradizione: mercoledì 12 settembre alle ore 20,45 presso l'oratorio don Bosco di Reggio, si terrà la serata di apertura dell'anno pastorale. Sono invitati parroci, sacerdoti responsabili di pastorale giovanile, tutti gli educatori degli adolescenti, due catechisti per Unità Pastorale e accompagnatori spirituali.

Il titolo continua nella tradizione di essere graffiante sulla copertina, che fa il verso al tema biblico dell’anno (Gv 13-21) spiegato all’interno. Quest’anno diamo provocatoriamente voce allo sfogo che ogni educatore forse ha detto nella vita ai suoi ragazzi “Mi fai marcire!”.